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Good Bye Steve Jobs

6 ott

Steve JobsNella notte è deceduto Steve Jobs.

E’ stato un grande uomo, artefice della rivoluzione di Apple e del sistema operativo MacIntosh, ma che ha anche cambiato per sempre il nostro modo di ascoltare musica, di telefonare, di interagire con la rete.

Molti lo considerano un inventore. Ma in realtà il suo grande merito è stato quello di essere davvero un grande manager. Capace di fare della semplicità la sua arma di competizione col mercato. Sbaragliando la concorrenza. E creando un fenomeno unico al mondo. Gli Apple Lovers più che clienti spesso tendono a somigliare quasi ad un’ideologia o ad una religione. Certo, in passato, quando il Mac era davvero di nicchia, questo sentimento era ancora più diffuso di oggi. Eppure una vecchia battuta che circolava molti anni fa mantiene ancora intatto il suo fascino: se due mac-user si incontrano per caso in vacanza, parleranno del loro mac. Nessun pc-user invece parlerà del proprio PC.

Le sue doti di grande manager e presentatore sono evidenti a tutti. Basterebbe dare un’occhiata alla rete di vendita dei suoi negozi in giro per il mondo per accorgersene. La rete più profittevole al mondo basata, semplicemente sul good management. Così pure come il modello di business dell’app-store o del music-store online. Talmente semplice da essere disarmante per i più.

Dal mondo i messaggi di cordoglio sono innumerevoli. E tutti sottolineano la grande innovazione di un uomo che è stato sicuramente un Leader atipico, dotato di una gran voglia di primeggiare con le azioni più che con le parole.

Eppure anche le sue parole sono state importanti. Come quelle pronunciate nel 2005 al discorso di apertura dell’anno accademico all’università di Stanford.

E quel suo messaggio chiave dato ai giovani di seguire il proprio cuore nella vita e nelle cose da raggiungere. Un insegnamento di fondamentale importanza per una persona che è riuscita a influenzare il resto del mondo col suo cuore. Anche con la grande avventura di Pixar, non scordiamocelo, ed il sogno realizzato di poter collaborare con Walt Disney (anche li lavorando con ingegno e semplicità).

Che dire, questa prematura (benché purtroppo annunciata) dipartita è una grande perdita per tutti. Al di là delle frasi fatte e di circostanza, l’umanità intera perde il riferimento di un uomo che ha cambiato le regole del business. Certo, il suo heritage rimarrà in un’azienda solida ed in un modo di pensare ormai consolidato.

Think Different avrebbe detto.

E noi proveremo a farlo ogni giorno di nuovo.

Siete pronti per il 2012?

13 gen 2012

Ma come, appena iniziato il 2011, e già parliamo del prossimo anno? Intendiamoci, non intendo parlare delle varie teorie maya sulla predizione del 2012. Se davvero l’Armageddon dovesse arrivare il prossimo anno, credo che non ci potremmo far molto.

Piuttosto mi riferisco alla necessità di pianificare oggi ciò che vorremmo raccogliere il prossimo anno come frutto del nostro lavoro. Ne abbiamo già parlato a proposito della necessità per ogni manager di bilanciare i tre orizzonti temporali del passato, presente e futuro. Se ci pensiamo bene, gran parte dei risultati del 2011 per la nostra azienda sono stati non solo preventivati, ma in gran parte realizzati. Più un’azienda è organizzata, più le attività produttive di risultati si spostano nel tempo. Certo, non parliamo del 100% dei risultati, ma comunque di una parte molto rilevante.

Futuro: prossima uscitaIl punto è che i fattori che realmente possono fare la differenza nella crescita di un’azienda (innovazione, formazione, strategie di business) necessitano di tempo per poter realizzare i loro effetti. In un anno post-crisi come questo, il rischio è che molti manager si accontentino di navigare a vista, un po’ per il timore che la crisi in realtà non sia finita, un po’ perché si cerca di riguadagnare terreno fronteggiando ancora conti aziendali non sempre perfettamente in ordine.

(continua…)

Il Canto di Natale tra Passato, Presente e Futuro

25 dic Passato - Presente - Futuro

Lewis Carrol scrisse il Canto di Natale nel 1843, creando uno dei racconti più famosi sullo spirito natalizio, divenuta anche famosa per la reinterpretazione disneyana di Ebenezer Scrooge interpretato da Paperon de’ Paperoni. Ma perché parliamo di questo racconto? Al di là della coincidenza con la data odierna, appunto il Natale, c’è un aspetto del racconto di Carrol che merita essere sottolineato, e che può insegnare molto anche in ambito manageriale. Non mi riferisco tanto alla lezione morale che l’autore persegue col racconto stesso, ma ai tre orizzonti temporali utilizzati nel racconto: Passato, Presente, Futuro.

Canto di Natale

Nel racconto, infatti, il protagonista acquisisce consapevolezza del suo modo di comportarsi grazie a tre fantasmi che gli si presentano innanzi durante la notte: lo spirito del Natale Passato, che mostra gli errori commessi dal giovano Scrooge e la nascita del suo egoismo, lo spirito del Natale Presente, che mostra come stia vivendo il Natale il più stretto collaboratore del protagonista, e infine lo spirito del Natale Futuro che mostra i risultati di una vita di egoismo e taccagneria, quando, dopo la morte di Scrooge, nessuno ne piangerà la scomparsa. Scrooge cambierà atteggiamento proprio grazie alla rivisitazione degli errori del passato, ed all’aver compreso gli effetti del suo comportamento sia sul presente che sul futuro.

I tre orizzontiPassato - Presente - Futuro

Ogni scelta o decisione informata dovrebbe tenere in considerazione questi tre orizzonti. Troppo spesso facciamo scelte unicamente basandoci su uno dei tre orizzonti. Dipende dalla propria personalità, dalle proprie propensioni, dalla situazione. Alcuni tendono a basare le proprie scelte unicamente su ciò che è stato fatto nel passato, magari su dati e numeri relativi ai risultati prodotti, senza tenere presenti le modifiche delle situazioni attuali e future. Altri tendono a concentrarsi unicamente sul presente, sostanzialmente “vivendo alla giornata”, riducendo il tutto ad una banalizzazione del carpe diem di oraziana memoria. Infine alcuni (molto pochi per la verità) si concentrano unicamente sul futuro, “sperando” in qualche sorta di provvidenza che possa cambiar loro la vita senza però agire a tal riguardo.

(continua…)

Human Capital Investor: una visione diversa del Talent Management.

24 ott talent

In un recente articolo che ho pubblicato su Hamlet dal titolo Il Talento dei “Normali” ho discusso del fatto che troppo spesso il Talent Management si concentra sui “pochi” classificati come “Alti Potenziali”, sostanzialmente ricreando una situazione di “aristocrazia intellettuale” in azienda, e dimenticandosi che nessuna organizzazione può permettersi il lusso di non considerare che il lavoro è svolto da tutti i collaboratori dell’organizzazione.

Ogni persona in realtà, entrando in azienda contribuisce con il proprio “talento” al successo dell’organizzazione. La questione che si pone non è quindi di rispondere unicamente alle esigenze di chi contribuisce con una quantità maggiore di talento, quanto piuttosto di “retribuire” questo talento in maniera appropriata, e di lavorare per svilupparlo in maniera opportuna.

Da tempo ritengo che per comprendere questo concetto sia necessario cambiare paradigma nel concepire il rapporto tra azienda e mondo del lavoro. Quando si parla di recruiting, di attrazione dei talenti, non ci si può esimere dal fatto che ormai il mercato del lavoro per la maggior parte delle professionalità intellettuali si è evoluto in un “supplier market” in cui i singoli lavoratori intellettuali agiscono sempre più come degli investitori che ragionano su come investire il proprio talento, il proprio “Capitale Umano”.

Return on Investment on Human Capital

Per ragionare in questi termini alcuni anni fa, quando collaborai con Franco D’Egidio alla stesura del libro “La nuova bussola del manager” proposi una formulazione empirica del Return on Investment on Human Capital. L’intento era quello di rappresentare in una formulazione matematica l’insieme delle componenti di investimento che ogni Talento mette in campo, e l’insieme dei ritorni attesi.

(continua…)

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